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Componenti biochimici del NEEM



Sono stati rilevati, tra gli altri, polisaccaridi, composti fenolici con catechine, vari limonoidi, genudina (agisce come il chinino), polimeri quassionoidi, acido nimbico e nimbidina (con nimbidolo, nimbina e nimbinina), azadirachtina (vari tipi), composti di zolfo (corresponsabile del forte aroma, come nell'aglio), salanina (insetticida), composti di potassio e di fosforo, carotene, vitamina C, vitamine del gruppo B (fra cui Niacina), calcio, ferro margosina, acido tannico, flavonoidi (fra cui quercitina), meliantriolo, circa 100 tra tetranortriterpenoidi- pentanortriterpenoidi-hexanortriterpenoidi-non terpenoidi, betasitosterolo, n-hexacosanolo, nonacosane, aflatossine (mycotossine, agenti tossici in caso di ingestione sopra i limiti, molto ristretti, consentiti e prolungata: ininfluenti nell'uso esterno).
Le aflatossine sono presenti in olio non raffinato e di cattiva qualità (terreni, stato dei semi, lavorazione).

L'olio è composto dai seguenti acidi grassi insaturi, rrigliceridi degli acidi
  • OLEICO (41%)
  • STEARICO (20%)
  • LINOLEICO (20%)
  • PALMITICO (18%)
  • LINOLENICO ( 1%)
BACCHE DI NEEM

Le proteine dei semi contengono i seguenti aminoacidi:

ALANINA 5.3% ISTIDINA 3.4% PROLINA 5.9%
ARGININA 6.3% LEUCINA + SEROTONINA 7.6%
ACIDO ASPARTICO 6.8% NORA LEUCINA + TREONINA 5.3%
CISTINA 3.1% ISOLEUCINA 8.0% TIROSINA 3.4%
ACIDO GLUTAMMICO 11.8% LISINA 3.9% VALINA +
GLUTAMINA 1.6% FENILALANINA + METIONINA 4.5%
GLICINA 7.4% TRIPTOFANO 5.3% Altri 3.9%


Scienziati ricercatori di tutto il mondo hanno sperimentato gli effetti terapeutici del neem dichiarati dalla tradizione popolare indiana Ayurvedica, Unani e applicata anche all'omeopatia. Così il JACOBSON (1989) per: affezioni del sangue, epatiti, disturbi oculari, cancri, ulcere, costipazione, diabeti, indigestione, insonnia, mal di stomaco, eruzioni cutanee, bruciori, colera, gengiviti, malaria, morbillo, nausea, morsi di serpente, reumatismi e sifilide.
DUKE & WAYNE (1981) hanno testato le formulazioni usate come anti-settici, astringenti, emollienti, febbrifughi, calmanti, diuretici, parassiticidi, pidocchicidi, purgativi, sedativi, stomachici e tonici.
Molte delle attività biologiche suddette sono state confermate dalla più recente ricerca (es.: VAN DER NAT et al., 1991).

Ancora più recenti ricerche, non trascurando le risorse veramente olistiche di questo vegetale, tendono a portare all'estremo la conoscenza e l'impiego delle singole proprietà specifiche dei numerosi componenti, le loro interazioni e le potenzialità di sviluppo in campo bio-medico, veterinario, agricolo, zootecnico, ambientale, così come, globalmente, economico.


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aggiornato:

novembre 2002