Alla scoperta dell’acido glicolico

L’acido glicolico – altresì detto acido idrossiacetico – consta di una molecola di origine naturale (si evince da canna da zucchero, ananas, uva acerba ma anche da barbabietola e melone) estremamente funzionale alla dermatologia in campo cosmetico e farmaceutico, suscettibile alla temperatura che ne determina lo stato. Per fare un esempio, a temperatura ambiente tale molecola si presenta solida, sotto forma di cristalli scioglibili con facilità in acqua ma anche alcol e acetone. L’acido glicolico compone un vasto caleidoscopio di prodotti preposti alla cosmesi e fino al 3 percentile caratterizza i cosmetici, mentre in quantità maggiore determina farmaci che vanno opportunamente prescritti da un dermatologo.

Essenziale principio attivo a fine esfoliante (penetra nella pelle, attacca i lipidi degli strati morti ed elimina i residui), la molecola espleta questa funzione a bassa concentrazione (fino al 10%) in creme e peeling (termine che sta a indicare il processo di rimozione dello strato superiore della pelle attraverso trattamenti sistematici di ca. 15-20 minuti), e in tal caso si concede alla libera vendita senza bisogno di alcuna ricetta. Una più alta concentrazione (da un 11% fino all’80%) fomenta l’azione nei confronti di acne, macchie e rughe, agendo in profondità sulla pelle conferendo con costanza luminosità e liscezza; impagabile poi la promozione del rinnovamento cellulare, che contribuisce a un sensibile ritardo nell’invecchiamento epidermico insieme a un’incisiva idratazione cutanea, alla riproduzione dei fibroblasti, alla stimolazione della biosintesi riferita al collagene e all’elastina, e al favorendo la circolazione sanguigna. Basilari dunque due fattori, ovvero, concentrazione nel preparato e pH. Come per l’acqua micellare, vale appieno il discorso del risciacquo così da neutralizzare ogni traccia d’acido in grado di inficiare la morbidezza della pelle del volto.

Tra i trattamenti più apprezzati a base di acido glicolico ci sono i pelling chimici. Ne esistono di due tipi: quelli da fare presso un dermatologo e quelli da fare in casa. I primi sono anche chiamati “Peeling della pausa pranzo” perché richiedono pochissimi minuti, solitamente 2 o 3, e non lasciano particolari rossori ma solo un leggero senso di formicolio. I peeling da fare in casa invece sono facili da fare, ma meno efficaci in quanto contengono minori concentrazioni di acido. Il consiglio è quello di effettuare un primo peeling all’acido glicolico presso un dermatologo, per vedere come reagisce la vostra pelle, e poi eventualmente procedere con i peeling casalinghi.

Si tenga però presente che l’acido glicolico, pur non avendo gravi controindicazioni o effetti collaterali, andrebbe in prevalenza applicato nelle stagioni fredde in quanto in estate e in primavera si rivela decisamente fotosensibilizzante, dunque da accostare necessariamente a una crema protettiva in caso di breve o prolungata esposizione solare. Ai portatori di particolari patologie autoimmuni, malattie della pelle, allergie ed herpes si consiglia di astenersi dall’uso dell’acido glicolico.

La poliedricità dell’acido glicolico si manifesta anche in qualità di sgrassante, antiruggine, conservante e aromatizzante. I campi di applicazione risultano i più vari, a dimostrazione del fatto che si tratta di un prodotto capace di trascendere i semplici usi cosmetici ed estetici.

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